Un problema rilevante all’interno della scuola è quello dell’abbandono del ciclo degli studi da parte di studenti che si sentono incompresi e che non trovano spazi di espressione all’interno del sistema. Il fenomeno dell’abbandono scolastico solo in Italia, secondo i dati Eurostat (2024) si attesta sul 8,1%, un dato molto importante sul quale si impone l’obbligo di riflettere.
Il termine “Drop-out” indica quei giovani che sono fuoriusciti dal classico iter formativo di istruzione secondaria la cui presenza si evince in forma di assenza. La tematica dell'abbandono scolastico può essere legata al livello culturale e al livello di reddito della famiglia di appartenenza, a una volontà lavorativa rispetto quella di proseguire gli studi ma ciò che ad oggi nel discorso sociale contemporaneo si osserva è soprattutto un ritiro scolastico finalizzato a non andare né a scuola, né a lavorare. L’odierno abbandono scolastico quindi può essere considerato un sintomo contemporaneo e in quanto tale esso è in stretto rapporto con il mutamento dei pattern sociali tra cui ad esempio una progressiva assenza di riferimenti simbolici. Del resto già Freud affermando ne Il disagio della civiltà che la civiltà domina il pericoloso desiderio di aggressività dell’individuo infiacchendolo, disarmandolo e facendolo sorvegliare da una istanza nel suo interno, asseriva che l’azione dell’ambiente esterno richiede al soggetto uno svezzamento, un “sacrificio pulsionale”, necessario affinché la vita si umanizzi ma questa quota di sofferenza umana poi è suscettibile alle metamorfosi sociali, culturali ed economiche che si succedono all’interno della società.
Questi ragazzi che si ritirano dal mondo scolastico sono spesso curiosi e capaci pertanto non sembrerebbero tanto arretrare lungo la tortuosa strada del sapere quanto piuttosto smarrire il desiderio di sapere stesso o per meglio dire dubitare circa il fatto che il sapere possa allargare gli orizzonti della loro vita. È dunque nel rimettere in moto questa dialettica, nel promuovere un sapere che tocchi il loro desiderio che alberga la scommessa mentre per citare Don Milani la scuola sembra sempre più un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Il bisogno di ascolto da parte dei “non allineati” cioè di quei ragazzi che non possiedono le caratteristiche dello studente standard che la scuola si aspetta, come Massimo Recalcati afferma, altro non è che il bisogno di credere che sia possibile fare del proprio desiderio un dovere. Pertanto al fine di arginare il fenomeno dell'abbandono scolastico e di arginare altresì il rischio di perdere future professionalità e preziose risorse umane è fondamentale trasmettere ai ragazzi l’entusiasmo e la passione del proprio desiderio, insegnare (dal latino in- e signāre) ossia lasciare loro un segno, una traccia che possa indicare e poi guidare nella realizzazione del loro stesso desiderio. Ciò poiché in assenza di desiderio prevarrà altrimenti un "godimento" ossia un piacere tratto dalla mancanza di piacere.